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Tesi e malintesi: piccola guida galattica per laureandi

Trovo che sulla copertina di “Tesi e malintesi. Piccolo dizionario per laureandi” di Fulvio Cervini (Felici editore) la scritta DON’T PANIC – presa a prestito dal celeberrimo manuale per autostoppisti della Guida galattica di Douglas Adams –  sarebbe stata assolutamente perfetta.

Questo gustoso vademecum del buon senso in forma di dizionario può infatti seriamente togliere dall’impasse molti di coloro che si apprestano a preparare una tesi, oppure diventare semplicemente un’ottima bussola per chi, come me, per lavoro si cimenta regolarmente con la scrittura e con ricerche accurate da tradurre in personali “pensieri, parole, opere e perfino omissioni” per dirla con l‘autore.

In comune con Douglas Adams Fulvio Cervini (docente di Storia dell’arte medievale e Tutela dei beni culturali all’Università di Firenze) sembra conservare vagonate di umorismo e una spiccata propensione all’autoironia, che applica magistralmente  anche nei contesti più accademici, fino dai lontani tempi del liceo (e lo dico a ragion veduta,  essendogli stata compagna di scuola per un lustro :-).

Questo rende la lettura del suo prontuario oltre che utile veloce e divertente, come lo è stato il leggere alla fine degli anni ‘70 “Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco. “Tesi e Malintesi” in effetti ne raccoglie l’eredità morale e potrebbe un po’ esserne considerata la release 2.0, aggiornata all’epoca di Internet e del wi-fi, ma anche della performance, dei fake e dei reality.

A.A.A. cercasi relatore, Antilingua, Bucky Katt, Decanter, La Palice, Massimi sistemi, Nani, Powerpoint, Punteggiatura, Reality, Scopiazzare, Taboo, Wikipedia, Wittgenstein, sono solo alcune delle 105 voci di questo imprevedibile dizionario, il cui merito principale è quello di insegnare a organizzare il pensiero critico, a stabilire connessioni e a mirare alla sostanza delle cose, vivendo la tesi come momento di crescita personale e collettiva e non come ansiogena tappa obbligata di un percorso autoreferenziale di puro personal branding.

Un manuale per imparare a “misurarsi tanto con i libri che con le persone” e a disegnare le proprie originali mappe del sapere.

Una lettura che può evitarci di passare da sprovveduti quando si scrive e si argomenta, tra controllo delle fonti, attacchi di conformismo, cialtronerie, difficoltà linguistiche e malintesi culturali.

 

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